vicenzAcustica 6
Il Giornale di Vicenza
Martedì, 23 Marzo 2010
Mondo Chitarra Italia e Slovacchia a vicenzAcustica
di Stefano Rossi
Ventiquattro corde hanno risuonato:sei, dodici, diciotto o addirittura tutte assieme sabato sera, al teatro Comunale di Vicenza, in occasione della sesta edizione di vicenzAcustica che ha visto salire sul palco - singolarmente o in formazioni variobili - quattro musicisti di notevole valore: il vicentino Roberto Dalla Vecchia, che con Stefano Olivan ha organizzato la serata, il milanese Walter Lupi, bravissimo esponente proveniente dal mondo della classica, e gli slovacchi Michal Vavro ed Henrich Novak, il primo eclettico chitarrista che suona anche il contrabbasso nell'Orchestra Sinfonica di Bratislava, il secondo fra i migliori esponenti della chitarra resofonica, il dobro.
Quest'anno vicenzAcustica ha mostrato modi diversi di suonare la chitarra: dalla stile più statunitense, legato alla tradizione country, a quello più moderno e carico di ricerca espressiva.
Un particolare ha unito gli ospiti di Dalla Vecchia: la sorpresa di trovare una platea così numerosa e attenta. Addirittura, Henrich Novak ha ringraziato dell'invito raccomandando di mantenere viva la passione, perchè in nessun luogo in Europa ha trovato tanta gente ad ascoltare la sua musica.
Che l'andamento sarebbe stato un po' differente dalle altre edizioni, proprio per la presenza del dobro (strumento non incline a parti indipendenti) si è capito subito, quando per aprire sono saliti sul palco i due ospiti slovacchi assieme al padrone di casa. E il suono stesso del dobro, non comune da ascoltare, ha affascinato i presenti.
La prima parte anche per la presenza di Novak che ha suonato nell'ultimo disco di Dalla Vecchia "Unknown Legends", è stata dedicata a composizioni del vicentino. Ecco allora la ritmata "Talks", la title track "Unknown Legends" e la più sognate "Grateful" (da un cd precendente), grandi canzoni del vicentino suonate a due, quattro o sei mani.
La seconda parte del primo tempo è stata dedicata a Walter Lupi.
E quale concerto non è nato... Strumentista raffinatissimo, Lupi è arrivato al punto di non doversi preoccupare altra che della fantasia e dell'espressività sia nel comporre che nel suonare. Grande la sua modestia, tanto che dell'ultimo album dedicato a Lucio Battisti (che poteteva essere un ottimo espediente per attirare l'attenzione...) ha eseguito solo "Emozioni", proponendo invece altri brani, tra una mini-suite e la bellissima "Sprimg morning" (è o non è iniziata la primavera?) con cui ha chiuso la prima parte. Con la chitarra fa quello che vuole: oltre a suonarla, ne fa uno strumento percussivo, il tutto con un'eleganza e una delicatezza senza pari.
Il secondo tempo si è aperto con Vavro, chitarrista più morbido e dallo stile più americano. Affiancato spesso da Novak (fantastico il suo modo di suonare il dobro) ha fatto decollare la parte più intimistica della serata, con un crescendo che ha visto alla fine tutti e quattro i chitarristi sul palco per il gran finale.
Henrich Novak ha eseguito un unico brano da solo. Ma quando ha suonato, affiancato da Dalla Vecchia o Vavro, se ne sono sentite delle belle...

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